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Il progetto di un servizio pubblico per il trasporto extraurbano comincia a prendere forma ufficialmente in uno di quei giorni in cui Taranto è solitamente invasa dalla frenesia che precede la vigilia del Natale. E’ il 23 dicembre del 1974 e il Consiglio Provinciale di Taranto, allora presieduto da Paolo Tarantino, approva il Piano Finanziario necessario perché il Consorzio per i Trasporti Extra-urbani diventi un fatto operativo. Il Consiglio stanzia la somma di 200 milioni di lire annui, su una necessità generale di circa un miliardo e 280 milioni di lire. *(Corriere del Giorno – “Trasporti extraurbani, un altro passo verso il Consorzio – 24 dicembre 1974). La stessa Assise provinciale mette ai voti, in quella stessa occasione, anche la richiesta da inoltrare alla Regione Puglia affinché non vengano rinnovate le concessioni alle aziende private di trasporto che fino ad allora avevano realizzato il servizio. Un atto ufficiale, quasi conclusivo, ma anche le ultime righe di un capitolo iniziato a scrivere molto tempo prima. Lo scenario in cui maturò questa scelta si delinea nei primi anni ’70. “Sotto il potente impulso dell’atterraggio dell’industria di base nel tarantino – scriveva Antonio Consalvo nel numero 178 del 1974 della rivista “Nord e Sud” – in dieci anni, dal 1961 al 1971, a Taranto il saldo migratorio è pressoché nullo e la popolazione è aumentata del 9,1 per cento, rispetto al 6,7 dell’Italia e all’1,2 del Mezzogiorno. Il reddito poi ha avuto un incremento del 274 per cento che è nettamente più alto di quello del Mezzogiorno (180%) e dell’Italia (169%)”. *(N. De Gregorio “Come nasce un sistema” – Capone Editore 1984). Ma nel frattempo circa 31 mila agricoltori abbandonavano le campagne per diventare operai all’interno della grande industria o nell’indotto che pian piano si formava all’ombra delle ciminiere.
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Tratti decisi e salienti, quelli che hanno condotto alla realizzazione del progetto di servizio pubblico extraurbano, frutto di una classe dirigente che chissà quali reazioni avrebbe avuto di fronte al dissesto finanziario di oggi al Comune di Taranto. Il CTP nasce di fatto da una idea di sussidiarietà sociale che certo neanche oggi guasterebbe e con un excursus procedurale che fu in grado di mettere insieme lavoratori, studenti, amministrazioni comunali e forze sociale, economiche e politiche dell’intero territorio. Un bel risultato che il 1° gennaio del 1975 fu reso definitivamente ufficiale dal decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 248/75. I primi servizi di trasporto che vengono affidati all’Amministrazione Provinciale di Taranto, in via precaria ed in regime di emergenza per il periodo da gennaio a marzo ’75, sono quelli che da Manduria, Maruggio, Lizzano vanno verso Taranto e il suo tubificio. Seguiranno le corse da e per Ceglie Messapica, Villa Castelli, Grottaglie, Massafra, Francavilla Fontana, Martina Franca, Palagiano, Castellaneta, Ginosa, Laterza, Gioia del Colle e Bari. Il 26 maggio del 1976 il Consorzio Trasporti Pubblici indice il primo concorso pubblico nella storia aziendale. Con esso saranno assunti 31 autisti di linea. Si giunse nel giro di un anno a 120 autobus di linea e ad oltre 300 agenti in servizio. Ma le vicissitudini per un’azienda nata dalla fusione e stabilizzazione di numerosi lavoratori provenienti dal settore privato non si fecero attendere. Nel luglio del 1977 la Giunta Regionale, accertate “le numerose carenze tecnico-amministrative e le difficoltà rivenienti dagli obblighi amministrativi dell’Ente gestore”, revoca gli affidamenti all’Amministrazione della Provincia di Taranto e assume la gestione diretta in via temporanea e di emergenza con esercizio commissariale degli autoservizi extraurbani e ciò sino alla costituzione di un pubblico organismo di gestione dell’area tarantina. Venivano nominati i Commissari straordinari Casatello, Dalfino e Bavaro, tutti e tre funzionari dell’Assessorato ai Trasporti della Regione Puglia. L’azienda si chiama Regione Puglia Gestione Commissariale Autoservizi Extraurbani di Taranto. Ed è sotto la gestione commissionale regionale che l’azienda di trasporti si avvia al primo timido approccio verso le pari opportunità. E’ infatti dell’aprile del 1981 l’immissione nell’organico aziendale di un primo bigliettaio donna: la signora Galatone. Ma arriva finalmente il momento di dare vita a quel progetto che i sindacati, il movimento degli studenti e dei lavoratori, avevano agognato da tempo.
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